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Lavoriamo costantemente per migliorare i nostri servizi e prendiamo in considerazione i commenti e le domande che ci rivolgono i proprietari dei nostri amici animali.

La preghiamo di scriverci presso massimo.stanizzo@fastwebnet.it Le risponderemo il più presto possibile.

  R i s p o s t e   a l l e   d o m a n d e   p i ù   c o m u n i

  Ecco alcuni esempi di domande più comunemente poste dai nostri clienti.

Domanda:
Perché il mio gatto/cane  ha l'alito pesante?

Risposta: Le patologie del cavo orale sono fra i problemi di maggior riscontro nella pratica ambulatoriale nel gatto e nel cane.

Fra le cause scatenanti queste patologie un ruolo di primo piano lo riveste l'accumulo di tartaro, ma non vanno dimenticate le infezioni batteriche e quelle virali soprattutto nel gatto, oltre, naturalmente ai difetti congeniti di malocclusione dentale.

Le malattie periodontali possono avere anche delle conseguenze a livello sistemico; occorre quindi richiamare l'attenzione dei proprietari riguardo a questo problema, in quanto tartaro, gengiviti e periodontiti non determinano soltanto sintomi localizzati al cavo orale quali: alitosi, algia, difficoltà nella prensione e masticazione del cibo, sanguinamenti e caduta dei denti, ma i batteri coinvolti in questi processi possono diffondere attraverso il torrente ematico e danneggiare gli organi interni quali il cuore, il fegato e i reni; o diffondere nei tessuti vicini e creare problemi a carico delle strutture confinanti: quali, ad esempio, l'apparato respiratorio e l'occhio.

Per tutti questi problemi non esiste un'unica soluzione, ma un'azione combinata di prevenzione e cure dentali può fare molto:

la prevenzione si basa principalmente su una corretta alimentazione, esistono oramai in commercio delle diete in grado di ridurre l'accumulo di tartaro sulla superficie dei denti e la formazione di placca batterica;

le cure dentali ad opera del Medico Veterinario sono sia di tipo medico che chirurgico: vengono, infatti, utilizzati antibiotici specifici per il cavo orale e disinfettanti uso locale (a base di clorexidina) e molto importante è poi la periodica igiene orale con asportazione dei depositi di tartaro e placca batterica effettuata con apparecchio per detartrage ad ultrasuoni.


Domanda:

Perchè il mio cane ha gli occhi rossi, pieni di muco, e continua a sfregarseli?

Risposta: Spesso la presenza di tali sintomi a carico dell'occhio del cane è da  imputare ad una ridotta secrezione lacrimale da parte delle ghiandole lacrimali.

In molte razze canine si manifestano, infatti, con una certa frequenza alterazioni della produzione quantitativa o qualitativa delle lacrime che danno origine a diversi quadri clinici.

Questa condizione patologica di sofferenza per l'occhio è denominata cherato-congiuntivite secca, non è compatibile con il mantenimento di una normale visione e porta invariabilmente, se non curata, a danni rilevanti a carico dell'occhio colpito ed in casi estremi anche a cecità completa.

Per questi motivi alla visita clinica, in tutti i casi di sospetto di occhio secco, ma anche in presenza di altri segni clinici a carico dell'occhio, va sempre controllata la produzione lacrimale.

Questo controllo, chiamato Test di Schirmer, effettuato nel corso della visita clinica dal medico veterinario con delle apposite strisce di carta bibula standard, permette di accertare una carenza nella produzione lacrimale e di intervenire per tempo prima che le lesioni si manifestino.

Naturalmente occorre anche accertare, se possibile, le cause che stanno alla base di questo di problema ed adottare di conseguenza i rimedi del caso.

Domanda:

Dottore, perchè il mio cane/gatto si gratta ?

Risposta: Le cause di prurito negli animali sono molteplici, e quindi solo con un'attenta visita clinica è possibile ricercare la causa scatenante il prurito.

Uno dei problemi di maggior risconto è rappresentato dalla presenza di parassiti sulla cute e fra il pelo dei nostri animali.

Il parassita più comune causa di malattie della pelle sia nel cane che nel gatto  è la pulce.

Esistono oltre 2000 specie e sottospecie di pulce, nei paesi a clima temperato, Italia compresa, Ctenocephalides felis felis è la specie più diffusa nel cane, mentre la specie Ctenocephalides canis è piuttosto sporadica a differenza di quanto osservato nelle popolazioni canine. 

Vari fattori hanno contribuito alla diffusione di C.felis felis,non ultimo l'aumento delle popolazioni di cani e di gatti in ambiente domestico: va comunque considerato che le caratteristiche bio-ecologiche della specie la rendono particolarmente idonea alla sopravvivenza in climi temperati e ambienti domestici.

L'ambiente è infatti uno dei fattori determinanti per lo sviluppo delle pulci tenuto conto che solo gli adulti hanno vita parassitaria.

Il controllo dell'infestazione non può quindi prescindere da questa componente. 

Contrariamente a quanto spesso ritenuto, gli adulti si comportano da parassiti permanenti e non si allontanano mai volontariamente dall'ospite. 

Ciclo biologico della pulce.
Una volta sull'ospite (cane o gatto) la pulce si nutre in pochi secondi e a distanza di poche ore si accoppia e dopo, 36/48 ore dal pasto di sangue inizia l'ovodeposizione.

La capacità di ovodeposizione della femmina che vive 100 giorni sull'ospite e di circa 2000 uova!

Le uova vengono depositate sulla superficie cutanea dell'ospite cadono rapidamente a terra nel giro di poche ore.

La pulce depone le uova in maggior quantità durante le ore notturne, probabilmente in considerazione del fatto che può nutrirsi con più tranquillità quando l'animale riposa. 

Questo fatto, comporta che la maggiore concentrazione delle uova nell'ambiente, si ritrova prevalentemente nel luogo dove riposa l'animale, il che ha notevoli implicazioni di carattere pratico. 

La schiusa avviene in circa 1-10 giorni a seconda della temperatura e umidità dell'ambiente:in condizioni ottimali, il 50% delle uova prodotte schiude in 36-48 ore  

Dalle uova nascono delle larve, con corpo vermiforme segmentato coperto di corte setole e di colore bianco, conducono vita libera cibandosi di detriti organici presenti nell'ambiente e delle feci delle pulci adulte che contengono elevate quantità di emoglobina indigerita. 

Esse sfuggono la luce diretta e si muovono attivamente nell'ambiente approfondendosi tra le fibre di tappeti e moquettes, nelle crepe dei pavimenti e sotto i detriti organici restando in larga parte inattaccate dall'azione di prodotti ad uso ambientale. 

Dopo aver completato il suo sviluppo, in circa 5-11 giorni, la larva si racchiude in un bozzolo ovoidale lungo circa 0,5 cm, che viene ricoperto dai detriti presenti nell'ambiente, questo nuovo stadio viene chiamato pupa . 

La pupa è in grado di sopravvivere a digiuno nell'ambiente per più di un anno; questo stadio di sviluppo è inoltre resistente alla maggior parte dei trattamenti ambientali per le difficoltà di assicurare un contatto diretto tra sostanze insetticide e bozzolo.

Quest'ultima mutazione porta allo sviluppo del parassita adulto che sale sull'ospite (cane o gatto).

Una volta sull'ospite, le femmine iniziano la produzione di uova dopo 24-48 ore dal primo pasto di sangue. 

Principali patologie causate da pulci.
- Perdita di sangue, ed in caso di gravi infestazione in giovani animali una vera e propria anemia.

- Dermatite allergica da morso di pulce.

- Trasmissione di parassiti intestinali: cestodi (Dipylidium caninum) una forma di  tenia.

- Trasmissione di malattie infettive batteriche, anche se molto raramente. 

E' stato affermato che le pulci sono i più comuni parassiti esterni dei nostri animali domestici ed è per questo motivo che veterinari, proprietari di animali e case farmaceutiche hanno, in questi ultimi anni, concentrato la loro attenzione sulla lotta ed il controllo di questa parassitosi. 

Le ragioni di questa maggiore attenzione verso la salute dei nostri amici animali, sono da ricercare nel sempre più stretto contatto fra uomo e animali, i quali del resto sono divenuti a pieno titolo membri del nucleo familiare in cui vivono, conseguenza di tutto ciò e' un maggior rischio per la salute umana ad esempio con la trasmissione di malattie infettive od infestive.

Per questi motivi, il controllo e la prevenzione di questi parassiti, diventa un obbiettivo di primaria importanza.

Questi programmi di controllo e prevenzione devono essere gestiti dal veterinario curante onde evitare un utilizzo indiscriminato dei farmaci, con maggior rischio di intossicazione per i propri animali e delle persone a stretto contatto con essi,soprattutto in caso di bambini, e minor efficacia del trattamento stesso. 

Bibliografia.
1. E.Guaguere: "Biologia di Ctneocephalides felis e metodi di lotta" 
2. Prof. Claudio Genchi e Dr. Graziano Pengo da: "Simposio sulle endo e ectoparassitosi di Milano 1998"